Perché mi manchi?
Come un giglio
che non ha colore,
disperso nei mari lunari.
Fantasia effimera
eppure ti sento.
Son io questo?
Io sono un sì
ma lo confondi
e d'argento m'inondi.
Capirti non so più.
Sono solo un... leggi...
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Rita Fausto
Le sue 216 poesie
prati infranti
lontane giornate
ventoso emiciclo di vita
così ti ricordo
negli anfratti gioiosi
di un primo Maggio
perdetti il senso del tempo
così ti ricordo
calura dei giovani
incensurati pensieri
smarrito
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affusolata, stelo
primaria beltà
le dita estendono
il corpo esacerbo
simil fanciulla
rimase
di me catturi
l'opra
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La mia casa
odora di mela verde
e se la guardi da lontano
è come un disegno
La mia casa
è sporca di tristezza
perché nessuno
c'è mai entrato
La mia casa
è dovunque tu pensi
mai il suo posto
non puoi
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Andrò a vivere in Brasile
un giorno
portando via delle campanelle
Dove c'era insicurezza
ci sarà una donna
piena di allegria
Andrò vicino al mare
un giorno
Chi era perduta tra mille fiori
si troverà non più
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Si fa presto a dire
un giorno fa
t'avrei sorriso
come luce a me cara
Ma quella stessa mattina
non t'ho riconosciuto
e volsi l'incedere
Ahimè desolati
i nuovi giorni che arrivano
a spingermi verso te
e non ti trovo
Non trovo il tuo
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Vorrei alzarmi
e rubare il sole
Per un mattino
dormire ancora
beata tardare
gestire il tempo
e dei minuti sazi
far pensieri da pazzi
Vorrei star lì
seduta sul cielo
In bilico a guardare
attraverso il buco
della mia nuvola
tutto il
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Dirò vocaboli assurdi
gigantesche fontane di niente
per incuriosirti appena
Così saprai
di una rondine che torna
e resta una stagione
Vorrei fermarmi nel tuo cuore
stufo di migrare,
beccare il poco che puoi darmi
scordando di
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Io ci sarò
a raccogliere i tuoi bigliettini
Mi confonderai nella luce
che ti entra negli occhi
ma ancora insieme
chiameremo le nuvole per nome
chiari suoni sentiremo di sentinella
nascondendoci l'una nell'altra
Guerra è pace se
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Seggo
sulla mia seggiola
penzolo
dalla dondola
Libero
la mia libertà
finchè
fingi d'ascoltarmi
Pioggerellina scema
che bagni fastidiosa
ogni stupida cosa
non voglio asciugarmi
ma starò qui
ancora a dondolarmi
Se vuoi
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Variegata fonte del male
sospendi il tuo zampillo
'si che l'eccelso
torni incolto amore
e
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l'ho insaporito per bene
il furbetto
ed ora è pronto sulla tavola
col suo sughetto
gli ospiti son tutti in fila
affamati
senza ritegno, peccatori
per oggi pentiti
mentre sale il languore
tante parole
preghiere fracasso e
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Sono variabile
e non puoi farci niente
Se mi passa per la mente
un pensiero labile
potrei anche concedermi
Ma sono un fiore
che oggi c'è
domani forse muore
Riprendo ogni mattina
ed ogni luna
di traverso
perché l'abituale
non
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La domestica
del principe di Pechino
era assai distratta
se aveva bevuto un pochino
Il mercante di ciliege
l'avrebbe presa con se
sul suo carro
andando dal re
per dirgli con riverenza
di risparmiarle la penitenza
se avesse evitato
di
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Sono un'altra
sono la mareggiata
che invade e corrompe
distrugge ciò che ha costruito
con cura
Sono un'altra
sono un verme
che scivola viscido
impotente e calpestato
dagli altri vermi
Sono un'altra
sono arresa e in
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Sono di tutti
e di nessuno
Se proprio devo
considerare
un'appartenenza
allora son dell'arte
Anch'essa però
se arriva da qualche parte
è così leggera e sfumante
raccoglie drammi
ma ne fa nubi
semina illusioni
poi ti
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